Gli uomini e le donne del nostro contingente in Afghanistan sono consapevoli, così come lo siamo noi, che la loro presenza non solo contribuisce alla ricostruzione del martoriato Paese, ma garantisce la nostra libertà e tiene lontani i pericoli della guerra e del terrorismo dalle nostre case.
Ho più volte affermato che questa missione potrà dirsi conclusa solo quando sarà giunto a termine il cosiddetto processo di afganizzazione del Paese, ovvero, quando le Istituzioni locali e gli afgani avranno acquisito quel minimo di autonomia che consentirà loro di poter decidere del proprio futuro e gestire le risorse disponibili.
A tal fine ritengo fondamentale che l’incremento dell’impegno militare italiano debba essere accompagnato da una più ampia azione e strategia politica mirante alla stabilizzazione del Paese, ponendo in essere sempre più numerose ed efficaci iniziative di ‘institution building’, volte al rafforzamento della società civile locale.
In tali iniziative, anche il mondo dell’informazione ricopre un ruolo fondamentale: è in tale quadro che si inserisce il workshop “Donne e giornalismo: rappresentazione e professionalizzazione della donna afgana nei media locali e globali”, promosso dal Centro per la solidarietà internazionale dell’Università Cattolica di Milano in partnership con la Fondazione Fondiaria SAI, l’Ambasciata d’Italia a Kabul e il Provincial Recostruction Team (PRT) di Herat, unità dell’Esercito che si occupa di ricostruzione, sviluppo e governance ››
Il progetto, infatti, diretto dal prof. Marco Lombardi dell’Università Cattolica, si inserisce in un più ampio percorso di collaborazione tra l’ateneo milanese e quello di Herat e si pone l’obiettivo di sviluppare le professionalità al femminile in Afghanistan, con particolare attenzione al settore della comunicazione e dei media. L’Afghanistan purtroppo è ancora un Paese nel quale la discriminazione delle donne è molto forte: la dipendenza economica dal mondo maschile, l’analfabetismo e la scarsa consapevolezza dei propri diritti, sono solo alcuni degli aspetti che impediscono alle donne di raggiungere un soddisfacente livello di emancipazione.
Aver dato loro la possibilità di migliorarsi, accrescendo e sviluppando le proprie conoscenze, è motivo di grande orgoglio per tutti noi e per le ragazze stesse. Per questo motivo rivolgo un sincero plauso all’iniziativa dell’Università Cattolica e della Fondazione Fondiaria SAI che hanno promosso questo laboratorio giornalistico; ai nostri militari, che tutti i giorni con molti sacrifici e tanta passione, svolgono un compito difficile e pericoloso a favore delle persone meno fortunate e che, in collaborazione con la polizia afgana, hanno contribuito a garantire la sicurezza necessaria alla realizzazione di questo workshop; a queste studentesse che, nonostante le oggettive difficoltà, hanno dimostrato di essere persone valide sulle quali, l’Afghanistan stesso, potrà contare per un suo pronto riscatto.
chiudi
Ignazio La Russa
Ministro della Difesa
Il “mio” Afghanistan
WOMEN to be un progetto editoriale per dare voce alle donne afgane.
di Giulia Ligresti
Lo scorso febbraio, quando sono partita per l’Afghanistan con l’obiettivo di costruire una scuola destinata ai bambini di Herat, non sapevo ancora che stava per cominciare un viaggio nel viaggio.
Per la Fondazione Fondiaria Sai aprire una scuola in un luogo in cui guerra, dittature e povertà si sono rubate il futuro significa portare la scintilla della conoscenza tra gli uomini e le donne ››
Voce alle donne:
parla Maria Bashir
Incontro con il Procuratore Capo
di Herat
di Soraiya Hashemi
La mia prima esperienza come giornalista è stata la conferenza stampa con Maria Bashir, tenutasi durante il corso di giornalismo.
La signora Maria Bashir è il Procuratore Capo del Dipartimento di Herat, incarico che ricopre da 5 anni ››
Archivio Magazine
Archivio Fotografico
Diventare giornaliste a Herat
Nuove voci per l’Afghanistan
di Marco Lombardi
Tre cose che messe insieme ad Herat non rappresentano nell’immaginario collettivo condiviso la massima del “viver sano”. Se tuttavia vogliamo evidenziare un primo risultato del corso di giornalismo realizzato in Afghanistan ››
Il Pronto Soccorso del PRT
Racconto di una mattinata di visite
di S. H.
L’autrice di questo reportage racconta una mattinata di visite gratuite nel
Prt di Herat.
La gratuità e la qualità del lavoro dei medici italiani fanno sì che il servizio sia molto popolare e apprezzato dai locali ››