Un progetto della FONDAZIONE FONDIARIASAI
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WOMEN to be

E' motivo di grande orgoglio per me aprire il numero 1 del secondo anno del nostro magazine con due buone notizie ma, soprattutto, due promesse mantenute dalla Fondazione Fondiaria Sai.
Un anno fa conoscevo Suraya Pakzad che mi raccontava la tragica storia di una sposa bambina che, a ottobre grazie alla Fondazione, è tornata a casa dalla sua famiglia.
Nel febbraio 2010 incontravo quelle che sarebbero diventate le reporter di questo magazine e pochi giorni fa quattro di loro –  Fariha, Nasima, Oranous, Shahin – sono arrivate in Italia per seguire due settimane di formazione presso due importanti testate giornalistiche: Corriere della Sera e Avvenire.
Entrambe sono storie di riscatto sociale anche se hanno risvolti molto diversi.
La sposa bambina oggi ha 12 anni ma la sua infanzia è finita quando, a soli 9 anni, il padre l’ha venduta ad un uomo anziano che l’ha violentata e ridotta in schiavitù. Questo è il destino di molte bambine afgane e non tutte hanno la fortuna di incontrare una donna forte come Suraya. Una donna che, a rischio della sua vita, lotta ogni giorno contro un sistema più che iniquo.
A causa di motivi di sicurezza ho incontrato ››

Giulia Ligresti
Presidente Fondazione Fondiaria Sai



Le donne sono il futuro

Le donne sono il futuro

Né pace né democrazia senza le donne in Afghanistan

di Emma Bonino

Era il 1997, all'epoca ero Commissaria Europea e tra le mie competenze c'era anche l'aiuto umanitario d'urgenza. In Afghanistan i talebani si erano insediati al potere da solo un anno, eppure avevano già imposto un regime di una ferocia inaudita. Le donne si erano viste privare in breve tempo dei più elementari diritti e spazi di libertà personale e persino la loro identità veniva negata, imprigionata in una gabbia di stoffa che si chiama burqa e che non lascia scoperti neppure gli occhi. In quel periodo il Paese beneficiava di una fetta consistente di aiuti dell'Unione Europea, com'era normale che fosse data ››

Un libro per tutti

di Barbara Donat-Cattin

In tanti avete collaborato al successo di questo magazine ed è per questo motivo che abbiamo deciso di raccogliere tutti gli articoli della passata edizione in un volume. Un volume accessibile a tutti, fruibile dal proprio pc senza alcun vincolo e in qualunque momento. Un libro digitale “fatto in casa”, realizzato dalla Fondazione Fondiaria Sai.  

“WOMEN to be – il magazine on-line di Herat” conferma l’impegno ››


Archivio Magazine

Archivio Fotografico



Superare la disabilità

Storia di una ragazza cieca

di Saghar Mohammadi

Le persone non vedenti tutti i giorni affrontano molte difficoltà e, in Afghanistan, le difficoltà aumentano se si è donne. Le donne sono emarginate due volte: per il loro handicap e perché sono relegate a casa e non possono lavorare. Nel mio Paese gli ››

Superare la disabilità

2 dollari per 12 ore di lavoro

La lista della vergogna nel settore tessile

di Fariha Khorsand

2 dollari per 12 ore di lavoro

Nella provincia di Herat centinaia di donne lavorano nell’industria tessile, un settore dove c’è una mancanza totale di rispetto degli standard minimi di sicurezza e di tutela della salute. Infatti le donne che ››

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