Voce alle donne: parla Soraya Pakzad
Incontro con una donna di potere
di Shaheen
Soraya Pakzad, fondatrice e direttrice dell’organizzazione non governativa per la difesa dei diritti delle donne “Voices of Women”, premiata per il suo coraggio dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti con uno speciale riconoscimento nel 2008 (Women of Courage Award), nominata dal Time come una delle 100 persone più influenti al mondo nel 2009, è una voce nuova e forte che sta lavorando per un cambiamento nel suo Paese.
La sua organizzazione, durante il regime talebano, ha insegnato alle donne a leggere. Oggi “Voices of Women” offre rifugio alle donne uscite di prigione o a quelle in pericolo a causa di relazioni considerate amorali dalla legge afgana. Il lavoro di Soraya è pericoloso. Sono molte le attiviste uccise, in questi anni, dagli estremisti religiosi.
Signora Pakzad si può presentare?
Come tutte voi sapete, sono il direttore dell’organizzazione “Voices of Women” di Herat. Oltre a me, ci sono circa 150 persone che lavorano nei miei uffici, principalmente uomini. Purtroppo mancano donne competenti per le posizioni chiave.
È aumentata la percentuale di divorzi in Afghanistan?
La prima domanda che è stata posta a Maria Bashir ha riguardato le tangenti e il problema della corruzione.
La percentuale di divorzi è aumentata per diverse ragioni ma soprattutto perché le donne sono più coscienti dei loro diritti. Devo però anche aggiungere che ci sono persone che, non avendo idea di cosa sia la democrazia, abusano dei diritti che hanno.
Qual è la principale attività che svolgete oggi a favore delle donne?
Al momento abbiamo avviato alcuni comitati all’interno delle scuole per informare le ragazze dei loro diritti e aiutarle a risolvere i loro problemi.
Può darci qualche informazione in più sui rifugi e sulle donne che li abitano?
I rifugi sono luoghi per donne senza casa, possono ospitare 42 persone ma, a volte, il numero sale fino a 53.
Non pensa che questi rifugi possano provocare dei disordini all’interno delle famiglie?
Certamente no perché noi accettiamo solamente donne mandate dal tribunale, dal Dipartimento degli Affari Femminili oppure chi, uscita dalla prigione, non ha un posto dove vivere.
Cos’ha fatto per diminuire la violenza sulle donne?
La violenza sulle donne è un problema che ha avuto e continua ad avere diversi livelli di intensità. Noi cerchiamo di tenere informate le donne sui loro diritti, anche se oltre alle donne bisognerebbe sensibilizzare gli uomini.
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