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Differenti ma non diverse: siamo donne

L’Italia un esempio per l’Afghanistan in termini di libertà

di Shaheen Poya

Differenti ma non diverse: siamo donne

Discorso tenuto da Shaheen Poya durante la conferenza “Science for Peace” organizzata dalla Fondazione Veronesi il 19 novembre 2011 a Milano.

“Buongiorno a tutti. Sono molto felice di essere qui oggi e di potervi raccontare qualcosa del mio paese: l’Afghanistan. Vorrei esprimere l’emozione che provo ad essere in Italia. Sinceramente, non posso fare un confronto tra queste due splendide nazioni perché in Afghanistan c’è la guerra e qui no.

La mia breve esperienza non mi permette di fare confronti. Posso solo parlare di ciò che ho visto, delle mie prime impressioni, superficiali, che ignorano tutto ciò che c’è dietro. Per questo motivo posso dire di non vedere differenze tra uomini e donne in Italia. Qui le persone sono uguali. Potete frequentare gli stessi corsi a scuola. Noi no! Potete circolare liberamente. Noi no!

Per legge nessuno può impedirvi di decidere della vostra vita. In Afghanistan, invece, quando si è donna non si può decidere liberamente. Nel mio paese la maggior parte delle famiglie, soprattutto i padri e i fratelli, hanno il diritto di dire “No! Non puoi farlo. Non ti è permesso”. Qui, voi siete libere di gestire il denaro, potete spenderlo come meglio credete. Cerco di spiegarmi. La quasi totalità delle donne afgane non lavora fuori dalle mura domestiche. Nei rari casi in cui abbiano un lavoro devono usare i soldi guadagnati esclusivamente per le necessità della famiglia e non possono tenere nulla per se.

Queste discriminazioni iniziano sin dalla nascita. Quando una donna è incinta tutti sperano che abbia un figlio maschio e non una femmina; solo quando nasce un maschio si fa una grande festa.
Capite dunque quanto sia difficile essere donna in Afghanistan.
Questo è il motivo che mi ha spinto, attraverso la mia esperienza da giornalista, a fare qualcosa per il mio paese. Spero davvero che la vita per le donne possa cambiare. Sogno che un giorno possano ricoprire ruoli chiave nella società.
Grazie! Tashakor!*”



*Grazie a tutti in Dari.



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