Un progetto della FONDAZIONE FONDIARIASAI
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WOMEN to be

Il lavoro del Cesvi

di Silvia Risi

Rahelah aveva 24 anni quando si è presentata alla selezione per partecipare al corso di formazione che avremmo tenuto di lì a qualche settimana nella città di Herat. Rahelah (un nome di fantasia perché nessuno possa essere riconosciuto) era sposata dall’età di 12 anni e, in 12 anni di matrimonio con un uomo molto più anziano di lei, aveva avuto 8 figli. Il marito la abbandonava spesso per fare viaggi a Kandahar dove si procurava oppio che consumava regolarmente. Non aveva nemmeno il supporto della sua famiglia, isolata nel suo essere donna in un paese che per le donne è ancora troppo ostile. Rahelah ha partecipato al nostro corso di formazione e ha imparato a ricamare, per avere una speranza in più nel suo difficile futuro. Il Cesvi si occupa di individui estremamente vulnerabili, in particolare donne, e della loro reintegrazione socio-economica ormai da anni nella provincia di Herat, una delle città forse più ricche dell’Afghanistan. La vivacità economica della città non si traduce però spesso in una migliore condizione economica delle donne che rimangono ai margini del tessuto sociale. Qui si registra, ad esempio, il tasso più alto di casi di auto-immolazione femminile, un disperato e ultimo gesto per sottrarsi ad una vita ed ad un destino di dolore.
Nel 2011 Cesvi cercherà di dare un altro motivo di speranza ad alcune tra le donne come Rahelah che hanno imparato un mestiere precedentemente e le aiuterà nella ››


Nahid giovane karateca

Nahid giovane karateca

Herat scopre lo sport femminile

di Massoma Hassan

“Uno, due, tre” questa la voce di Nahid. La giovane Nahid Piruz ha 23 anni e insegna karate ad altre donne ad Herat nell’Aryan Club. È a capo della squadra ed è considerata da tutti una eroina per la sua bravura in questa disciplina. «Ho sempre sognato di formare una squadra femminile di karate», dice Nahid.

Nahid è nata a Tehran ››

Il mio terzo Afghanistan

dell’arch. Beatrice Micovilovich

Il mio terzo Afghanistan

Nel corso dell’ultima missione ho avuto il privilegio di lavorare e sviluppare progetti al fianco di donne di notevole spessore culturale, dotate di estremo coraggio e fonti inesauribili di idee e progetti: qualche nome tra tanti Soraya Pakzad ››


Archivio Magazine

Archivio Fotografico



L’industria dello zafferano

80% della produzione è svolto da donne

di Asma Aslami

Da sempre il tema del ruolo della donna nel mondo del lavoro ha generato dibattiti. Eppure in Afghanistan l’industria dello zafferano esiste grazie alle donne. Infatti, l’80% dell’intera produzione è svolto da manodopera femminile.
Si tratta di un mestiere poco remunerato. Secondo studi della Banca Mondiale il 68% degli agricoltori riceve uno paga molto bassa ››

L’industria dello zafferano

Nonna e nipote

Una normale quotidianità

di Vidia

Nonna e nipote

Le immagini del reportage mostrano la tipica giornata di una vedova mentre svolge le sue attività quotidiane: pulire, cucinare, fare la spesa e badare alla nipote.
La madre della piccola ››

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