Partecipare alla cerimonia di inaugurazione della mostra fotografica “WOMEN to be”, il 25 febbraio, è stato per me un grande onore.
Il progetto “Donne Giornaliste”, nato a giugno 2010, ha raggiunto in pochi mesi importanti obbiettivi: il magazine on-line WOMEN to be e la mostra fotografica.
Magazine e mostra sono frutto del lavoro di donne molto speciali. Io le ho incontrate, per la prima volta, lo scorso anno. Nell’istante in cui i nostri sguardi si sono incontrati ho deciso di fare qualcosa per loro. In quegli occhi ho visto tutta la forza e la voglia di comunicare che avevano. Il progetto editoriale WOMEN to be è frutto di quella complicità.
Leggendo il magazine ho scoperto un’altra faccia dell’Afghanistan. I reportage delle nostre giornaliste mostrano non solo l’inizio di un cambiamento ma soprattutto la voglia di rinascita di una nazione.
Perché tutti possano conoscere questo Afghanistan la Fondazione ha realizzato la versione virtuale della mostra fotografica.
Vi aspettiamo sul nostro sito: www.fondazionefondiariasai.it
Questo è stato il mio secondo viaggio a Herat e, sicuramente, non sarà l’ultimo. Al momento abbiamo due progetti in corso ma, considerati i risultati, sono certa che ce ne saranno altri in un futuro prossimo.
Tornare a Herat è stata un’esperienza importante soprattutto perché condivisa con tutte le persone che hanno reso possibile la
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realizzazione della nostra iniziativa. Ancora una volta devo ringraziare il prof. Lombardi, i rappresentanti del PRT e del CIMIC per l’appoggio. Sono profondamente convinta che la parola chiave che può fare la differenza sia: cooperazione. Solo collaborando possiamo costruire un futuro diverso, un futuro migliore, un futuro “to be”.
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Giulia Ligresti
Presidente della Fondazione Fondiaria Sai
Volere è potere
Storia di un artista disabile
di Sima
Ho scelto di raccontare questa mostra perchè una parte è dedicata alle opere realizzate da persone disabili. Il mio reportage ha come protagonista un artista che dall’età di 18 anni è portatore di handicap. Un uomo che dipinge i suoi quadri con la bocca. I suoi lavori sono bellissimi.
Le immagini fanno vedere il momento in cui l’artista inizia a dipingere la tela e la tecnica ››
Ritorno a Herat
di Matteo Vergani
Dicembre 2010. Ancora una volta in Afghanistan, tra le studentesse dell’Università di Herat. Ancora una volta tra i loro sguardi attenti, determinati a seguire una professione pericolosa e potente: il giornalismo. Una professione pericolosa, perché rompere gli schemi e dimostrare che le donne possono avere un ruolo importante nella società è di per sé rischioso. E lo diventa ancor di più se la penna non è al soldo di nessuno e vuole raccontare in maniera indipendente il proprio paese. Una professione potente perché può fare davvero la differenza, in un ››
Archivio Magazine
Archivio Fotografico
La Radio dell’Università di Herat
Come nasce una trasmissione
di Nasima
L’Università di Herat ha una stazione radio a disposizione degli studenti che frequentano il corso di giornalismo. Le fotografie del mio reportage li ritraggono mentre stanno preparando un programma radiofonico. La successione delle foto vuole documentare le varie fasi del lavoro che un giornalista deve affrontare per costruire una trasmissione. ››

La bottega di un fabbro
Attrezzi di un tempo
di Storai
Il mio reportage documenta un mestiere antico: quello del fabbro. Ancora oggi l’artigiano che ho fotografato usa materiali e macchinari arcaici. Nelle immagini ci sono anche i suoi figli che ››